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San Candido
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mwhgSan Candido (mwhwmwiaAFI: /san ˈkandido/; mwigin tedesco mwiwInnichen, mwjaAFI: /ˈɪnɪçən/; mwjgin ladino mwjwSanciana o mwkaSan Candel) è un mwkqcomune italiano di mwkg3 316 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia autonoma di Bolzano in mwmaTrentino-Alto Adige, situato nell'mwmqAlta Pusteria e nel mwmgcomprensorio della Val Pusteria. mwmwComune-mercato dal 1303, è una nota località mwnaturistica invernale ed estiva delle mwnqDolomiti, inclusa nel mwngparco naturale Tre Cime.cite-ref-4[4]

Contents

Storia
Simboli
Media
Turismo
Sport
Fun bob
Note

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Origini del nome

Il mwpgtoponimo è attestato come mwpwIndia nel mwqa769,cite-ref-5[5] mwrqIntihha nell'mwrg822 e mwrwIntichingen nel mwsa1070 e deriva forse dal nome di persona mwsqlatino mwsgIndius attraverso una forma mwsw*Intica.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]

Il nome italiano mwvqSan Candido è attestato dal 1870 in area ladina mwvgmwvwfodom.cite-ref-8[8] Peraltro nel mwxaladino della val Badia è attestato nel 1915 nella forma mwxqSan Ciana,cite-ref-9[9] tuttora usato anche dalla Provincia di Bolzano per i suoi testi in ladino.cite-ref-10[10] mwzgEttore Tolomei, nel contesto della sua campagna di mwzwitalianizzazione del territorio, aveva proposto mwaaSan Candido alla Drava, ma è stato accolto solo in parte e corrisponde a quello del compatrono della collegiata.

Geografia fisica

San Candido è situato nei pressi della sella di mwawDobbiaco, al di là dello mwbaspartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume mwbqDrava, affluente del mwbgDanubio: San Candido e la vicina mwbwSesto sono quindi tra i pochi mwcacomuni italiani non facenti parte della mwcqregione geografica italiana perché appartenenti al bacino idrografico del mwcgDanubio.cite-ref-11[11]

Storia

Dalla nascita del borgo alla prima guerra mondiale

I primi reperti che si hanno di San Candido si possono ricondurre al mwgw1000 a.C., dove passarono da sud-est gli mwhaIlliri. In seguito, e precisamente nel mwhqIV secolo a.C. vi sono tracce di insediamenti di mwhgCelti che fondarono un piccolo villaggio.cite-ref-storia-12-0[12]

I mwkaRomani dal mwkq15 a.C., fondarono le mwkgprovince romane mwkwRezia e mwlaNorico che comprendeva anche San Candido. I Romani, riadattando antichi percorsi, costruirono nella regione alcune stradeː da San Candido (mwlqLittamum per i Romani), passava la via mwlgin compendium, convenzionalmente denominata dagli storici mwlwvia Aguntum-Vipitenum, che attraverso la mwmaval Pusteria collegava la Iulia Augusta alla diramazione della mwmqvia Claudia Augusta che da "Pons Drusi" (nella zona di mwmgBolzano) lungo la vallata dell'mwmwIsarco conduceva a mwnaVipiteno e a "Veldidena" (mwnqInnsbruck-Wilten) attraverso il passo del Brennero.cite-ref-13[13] A Littamum sorse una importante mwogmansio (luogo di sosta) lungo la via romanacite-ref-storia-12-1[12], della quale sono state ritrovate in val Pusteria ben 15 pietre miliari, segno della costante manutenzione e frequentazione del percorso. Il più antico miliare è dedicato all'imperatore Severo Alessandro, in carica dal mwpw222 al mwqa235 d.C., un secondo è attribuibile all'imperatore Probo, che regnò dal mwqq276 al mwqg283 d.C. Sul miliario dedicato a Severo Alessandro è ancora chiaramente leggibile la distanza, corrispondente a 63 miglia (circa 90mwqw km) dalla città più vicina, Aguntum presso mwraLienz. Nei pressi di San Candido è stato ritrovato un mwrqmiliare romano della metà del mwrgIII secolo con dedica a mwrwMarco Filippo IIcite-ref-14[14], imperatore bambino morto a soli 11 anni nell'anno 249.

Alcuni gravi scontri vi furono verso la fine del mwtqVI secolo che coinvolsero la popolazione degli mwtgSlavi da est contro i mwtwBavari da ovest che con tutta probabilità distrussero l'allora insediamento di San Candido.cite-ref-storia-12-2[12] Quest'ultimi da quel periodo in poi intensamente colonizzarono la zona, basandosi anche sulla mwvachiesa vescovile di Frisinga, la più importante proprietaria fondiaria in zona nel medioevo.

Il borgo di San Candido, centro religioso dell'Alta Pusteria, si è sviluppato attorno all'mwvgomonimo monastero concesso dal duca mwvwTassilone III di Baviera nel mwwa769 durante la reggenza del vescovo mwwqAribo di Frisinga e quindi dall'abate Atto di mwwgScharnitz per convertire gli mwwwslavi, allora ancora pagani, al cristianesimo. Per secoli la dipendenza dal punto di vista ecclesiastico rimase alla mwxadiocesi di Frisinga (mwxqSan Corbiniano), la più antica della mwxgBaviera. L'mwxwImperatore del Sacro Romano Impero, mwyaOttone I di Sassonia, concesse nel 965 a San Candido l'immunità, ciò significò che la mwyqmarca divenne "indipendente dall'impero". Gli antichi legami con mwygFrisinga hanno portato a stabilire un gemellaggio tra le due località.cite-ref-storia-12-3[12] Attorno all'anno 1140 l'allora monastero di monaci benedettini venne mutato in una mwzwcollegiata di tipo occidentale, ciò comportò l'insediamento di analoghi ecclesiastici e canonici.cite-ref-storia-12-4[12]

Nel mw1qtardo medioevo il territorio di San Candido, nella sua massima estensione territoriale, si estendeva da mw1gMonguelfo a occidente fino a mw1wAbfaltersbach a oriente, a sud invece arrivava fino al mw2aCadore. Alcune famiglie di agricoltori provenienti da San Candido colonizzarono nel corso del XIII secolo alcune località vicino all'attuale mw2qTolmino in mw2gSlovenia.cite-ref-storia-12-5[12] Il re mw3wAlberto I d'Asburgo, concesse a San Candido il 15 luglio 1303 la mw4amarca quindi il diritto di essere un mw4qcomune di mercato. Nel 1554 scoppiò un grande incendio che distrusse l'intero paese, dato che la maggior parte delle abitazioni erano costruite in legno.cite-ref-storia-12-6[12]

Intorno alla metà del mw5wXIV secolo il tentativo di fare del paese un centro commerciale lungo la via per il mw6aCadore e la mw6qCarinzia fu contrastato dai mw6gconti di Gorizia, successivamente mw6wconti del Tirolo, che non vollero che si creassero rivalità economiche con la vicina mw7aLienz. Verso la fine del dominio iniziale, nel 1803 rimase sotto il territorio di San Candido solamente la parte del paese. Fu così che San Candido rimase soprattutto un centro religioso, gravitante attorno alla Collegiata, che nei secoli ha attratto migliaia di pellegrini. Il centro storico è quindi caratterizzato da numerosi luoghi di culto, oltre che da case signorili del mw7qXVIII e mw7gXIX secolo.cite-ref-storia-12-7[12] Negli anni precedenti il primo conflitto mondiale, San Candido come l'intera regione storica del mw8wTirolo godeva di un'economia prettamente turistica, che finì con lo scoppio della guerra.cite-ref-15[15]

San Candido italiana

Con lo scoppio della mwaqaprima guerra mondiale, San Candido si ritrovò nelle immediate retrovie del fronte, diventando così centro ospedaliero. Nella spartizione, nel mwaqe1918, del mwaqiTirolo fra mwaqmAustria e mwaqqItalia, San Candido avrebbe teoricamente dovuto rimanere all'Austria, trovandosi al di là dello spartiacque alpino ma per ragioni militari fu assegnata all'Italiacite-ref-16[16] con due grandi caserme: la Cantore e la Druso, la prima ancora affidata al mwaqk6º Reggimento Alpini.

La presenza del confine nella frazione di mwariPrato alla Drava determinò anche la presenza di una nutrita schiera di funzionari italiani: mwarmGuardia alla Frontiera (oggi non più esistente), mwarqpolizia di frontiera, uffici doganali, una stazione di mwaruCarabinieri, un mwaryCommissariato di Pubblica Sicurezza e una sezione della mwarcGuardia di Finanza. Tra le due guerre San Candido comincia ad essere frequentata da un turismo di élite, il quale però rimarrà isolato, senza diventare un vero e proprio fenomenocite-ref-17[17]. Solo dagli mwarwanni 2000 San Candido riesce ad imporsi come centro turistico e culturale nelle Dolomiti, attirando da diverse regioni d'Europa un turismo d'élitecite-ref-18[18]. Tra i frequentatori più rinomati, ci fu il mwaseduca d'Acquarone, mwasiMinistro della Real Casa che vi edificò una mwasmdimora di caccia.

San Candido ha costituito per anni il capolinea della mwasulinea ferroviaria che risaliva da mwasyFortezza, mentre i sei chilometri di linea fino al confine, pur trovandosi in territorio italiano, erano gestiti dalle mwascferrovie austriache. Fino a che vi è stato un rigido controllo doganale, era caratteristica la presenza di mwasgtreni-corridoio che univano mwaskLienz, nel mwasoTirolo orientale, con mwassInnsbruck, capoluogo del mwaswTirolo settentrionalecite-ref-19[19] che non effettuavano fermate nel territorio italiano.

Simboli

Lo stemma mostra una torre d'argento di due palchi, mwatgmerlata alla guelfa, aperta di nero e saracinescata d'argento; sopra il portale, uno stemma d'azzurro, raffigurante la testa di un moro, coronato di un diadema d'oro. La torre è posata sul verde della campagna con lo sfondo rosso. Lo scudetto con la testa di moro coronata ricorda che la località un tempo era sotto il dominio dei mwatkvescovi di Frisinga, proprietari, dal 769 al 1803, di una vasta area nella regione. Lo stemma fu concesso dal mwatore Alberto d'Austria nel 1303cite-ref-20[20] e riconosciuto con decreto del capo del governo del 24 settembre 1931.cite-ref-21[21]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Collegiata di San Candido

Il complesso della Collegiata di San Candido (mwau4Stiftskirche Innichen), considerato il più importante monumento romanico dell'Alto Adige,cite-ref-22[22] fu costruito a partire dal mwavm1043 sul sito del mwavqmonasterocite-ref-23[23] fondato nel mwavk769 dall'allora abate di mwavoScharnitz mwavsAtto, poi vescovo di Frisinga, su impulso di mwavwTassilone III di Baviera per convertire gli mwav0Slavi allora insediati nella zona. Il poderoso mwav4campanile e l'atrio con il mwav8fonte battesimale precedono il grandioso interno a tre mwawanavate, che conserva numerose opere d'arte, tra le quali mwaweaffreschi di mwawiMichael Pacher e il grande mwawmCrocifisso ligneo dell'mwawqaltare maggiore.cite-ref-hochpustertal-24-0[24]

Chiesa Parrocchiale di San Michele

La mwaxaChiesa Parrocchiale di San Michele, originaria del mwaxeXII secolo con uno stile romanico. Fu rimaneggiata nel mwaxi1735 per adattarla allo stile barocco, che dati i molteplici ornamenti può apparire anche come stile rococò. Fu più volte distrutta nella sua storia e della chiesa originale oggi rimane solo il campanile cilindrico. Esternamente la chiesa presenta finestre ad arco con nicchie che custodiscono delle statue e con una grande facciata principale che dà sulla piazza del paese.cite-ref-hochpustertal-24-1[24]

Importanti sono gli affreschi, opera del pittore tirolese Christof Anton Mayr: sulla volta mwax0San Michele spinge gli angeli caduti nell'inferno; nella navata mwax4San Michele vincitore delle forze del male.

Chiesa del Convento dei Francescani

Il convento è affacciato sul mwayerio Sesto, consacrata a mwayiSan Leopoldo e costruita a fine Seicento. Con annesso chiostro. La costruzione della chiesa e del convento è fatta risalire, al seguito dell'arrivo dei primi mwaymfrati francescani, nel mwayq1691. Più precisamente vennero costruiti tra il mwayu1693 e il mwayy1697, quando avvenne la consacrazione delle chiesa da parte del Principe Vescovo di Bressanone e la consegna ufficiale all'ordine. La struttura fu progettata dal frate francescano Vitus Rastpichler proveniente dall'mwaycÖtztal, che rispettando la tradizione povera dell'ordine non presenta un alto campanile e poche difficoltà architettoniche e artistiche.cite-ref-hochpustertal-24-2[24] Notevole è la biblioteca storica del convento, oggi conservata a mwaywBolzano.cite-ref-25[25]

Subito dopo l'accesso principale è dislocata la cappella dedicata a Sant'Antonio. Dalla chiesa originale sono pochi gli oggetti che sono rimasti. Si sono salvati i dipinti degli altari laterali e quelli raffiguranti i santi francescani nella parete sud, mentre gli attuali altari sono opere del periodo del rococò. Tra il mwazi1992 e il mwazm1994 la struttura fu oggetto di uno scrupoloso restauro per riportarla al suo stato originario, facendole quindi ottenere il premio mwazqEuropa Nostra.cite-ref-hochpustertal-24-3[24]

Cappella di Altötting e del Santo Sepolcro

La Cappella di Altötting e del Santo Sepolcro, a ridosso della linea ferroviaria, edificata dal mwaaq1653 dall'mwaauoste Georg Paprion dopo un pellegrinaggio in mwaayTerra santa, come una copia in miniatura del mwaacSanto Sepolcro sul mwaagCalvario di mwaakGerusalemme, armonizzata ad un edificio precedentemente costruito, che era a sua volta copia della Cappella delle Grazie di mwaaoAltötting. Si tratta infatti di tre cappelle costruite l'una nell'altra. L'oste dopo il suo primo viaggio riportò come ricordo un osso di Sauro preistorico, che è appeso sul muro dell'ingresso principale, lato interno.cite-ref-hochpustertal-24-4[24]

Architetture civili

I Bagni Wildbad di San Candido

(latino)

«Natura in valle foro Inticae vicina acquis soteriis provocandis prodigior erat quam in aliis locis»

(italiano)

«La natura nella valle vicina al paese di San Candido è stata molto più prodiga che in altre parti avendovi portato delle acque curative»

(Josephus Plaseller)

Presso il paese di San Candido si trovano seriazioni rocciose profonde, costituite da filliadi quarzifere, conglomerati, basici, mwabwarenarie di Val Gardena e strati di mwab0Bellerophon. Da questi ultimi, nei boschi ai piedi della mwab4Rocca dei Baranci, a sud del paese, scaturiscono le sorgenti sulfuree e minerali dei Bagni di San Candido (mwab8Wildbad Innichen). I Bagni risultano frequentati sin dall'antichità ed appaiono per la prima volta in documenti del mwacaXVI secolo.

Nel mwaci1856 il medico mwacmungherese Johann Schreiber li ingrandì, facendo nascere un mwacqsanatorio. Successivamente sua figlia con il marito, il conte Beckers, ingrandirono i Bagni fino a farli diventare un grande complesso alberghiero, il mwacuGrand Hotel Wildbad. Dopodiché i bagni divennero famosi, tanto che vi soggiornarono gli imperatori tedeschi mwacyGuglielmo II e Federico e quello austriaco mwaccCarlo I. Dopo il passaggio del Tirolo meridionale all'Italia, a seguito della mwacgprima guerra mondiale, lo stabilimento andò in declino. Fu messo all'asta negli anni '30, e lasciato all'incuria del tempo. Oggi è rimasta solo la struttura esterna dei Bagni, mentre l'interno del complesso si trova in pessimo stato.

Le sorgenti in realtà sono quattro, ognuna con un sapore diverso: una sulfurea, una ferrosa, la Lavaredo e la mwacoKaiserwasser.cite-ref-26[26]

Attorno ai Bagni nel mwada1591 fu costruita una cappella dedicata a San Salvatore, ancora oggi consacrata e ben conservata. La cappella, consacrata nel mwade1594, era collegata a un mwadieremo che fu soppresso nel mwadm1786 dall'mwadqImperatore Giuseppe II. Già in precedenza comunque vi era al posto della cappella un piccolo luogo di preghiera, che si è fatto risalire all'ottavo secolo. Con tutta probabilità si trattava di un luogo di culto precristiano.cite-ref-27[27]

Nel mwado1968, in seguito alle ricerche del Professor Giovanni Malagó venne realizzato l'impianto di imbottigliamento di San Candido e quindi della commercializzazione delle acque minerali naturali mwadsKaiserwasser e mwadwLavaredo.cite-ref-28[28]

Castello da caccia

Il duca mwaegPietro d'Acquarone, mwaekministro della Real Casa dal 1939 al 1944, acquistò la villa costruita dallo scrittore tedesco Georg von Omptedacite-ref-29[29] e la trasformò in un "castello da caccia" (mwae4Jagdschlössl) posto a nord del centro abitato, nascosto dal bosco, così denominato perché al suo interno si trova una delle più ricche collezioni al mondo di trofei di animali grandi e rari.cite-ref-30[30] In realtà tale manufatto è stato ricostruito dalle rovine di un vecchio castello.cite-ref-31[31]

Architetture militari

Nel paese sono ancora presenti due caserme dell'mwaf4Esercito Italiano: denominate "mwaf8Druso"cite-ref-32[32] e "generale mwagqAntonio Cantore". La prima è oramai in stato di abbandono, mentre la seconda alloggia ancora parte del mwagu6º Reggimento.

Caserma Antonio Cantore

Costruita tra il 1910 e il 1911 per 657.000 corone (moneta utilizzata dall'allora mwaggimpero austro-ungarico) e denominata "mwagkKaiser Franz Josef" fu utilizzata dal mwagoLandesschützen-Regiment „Innichen“ Nr. III. Alla fine della mwagsprima guerra mondiale San Candido divenne italiana e la caserma passava al demanio militare solamente il 10 giugno 1951, dove fu utilizzata come sede del mwagwbattaglione alpini "Bassano", che il 15 gennaio 1993 è stato inquadrato nel ricostituito mwag06º Reggimento alpini. Nel corso dell'anno 2002 il reggimento viene fatto trasferire a mwag4Brunico, presso la caserma "Lungramani" e il battaglione alpini "Bassano" lo seguì nel 2008. Attualmente è sede della compagnia 74ª d'addestramento del battaglione alpini "Bassano" che dal 2015 si è occupato di sorvegliare i confini dello stato a causa dell'mwag8emergenza migranti e nell'mwahaoperazione Strade sicure. Saltuariamente viene sfruttata come mwahecentro addestramento alpino per truppe nazionali e non.cite-ref-33[33] Nel 2025 si è conclusa una radicale ristrutturazione della caserma, in vista della sua destinazione a centro di addestramento di truppe italiane e internazionali

Sacrario militare

Pochi metri fuori dal paese, in direzione di mwah8Versciaco, ovvero verso il confine di stato, si trova sulla destra un sacrario militare che conserva le spoglie di oltre 200 soldati morti durante la mwaiaprima guerra mondiale. Si presenta con aspetto monumentale circolare a due balze. Fu costruito per custodire i corpi di 218 caduti italiani e di 10 caduti austro-ungarici.

Cimitero militare del Burg

Durante la mwaiuGrande guerra San Candido si trovava nelle immediate retrovie del fronte e fu anche un centro ospedaliero; quindi un gran numero di morti per ferite oppure per malattie, sia dell'esercito austro-ungarico, che tra i prigionieri di guerra italiani o di altre nazioni dell'Intesa, trovò sepoltura in un cimitero posto sull'altura del Burg. Si arrivò fino a 700 tombe. Per anni tale cimitero fu curato dalle autorità pubbliche. Le salme dei prigionieri di guerra italiani furono trasferite al mwaiysacrario militare di Pocol. Dopo altri trasferimenti il cimitero fu abbandonato a sé stesso e solo nel 2003 il luogo è stato recuperato con interventi di estrema sobrietà, ma giudicati molto ben riusciti.cite-ref-34[34]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-35[35]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2024 gli stranieri residenti nel comune erano mwajq271, ovvero il mwaju8,1% della popolazione.cite-ref-36[36]. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Kosovo con il 21,4% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Austria e dal Pakistan.cite-ref-37[37]

Lingue e dialetti

La sua popolazione è in maggioranza di madrelingua tedesca, anche se è presente una minoranza di lingua italiana, la quale arrivò a rappresentare il 22,66% della popolazione nel 1971.cite-ref-38[38] Gli ultimi dati disponibili sono del censimento 2024:

| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali) [ 39 ] |
|---|---|
| 82,39% | madrelingua tedesca |
| 17,21% | madrelingua italiana |
| 0,40% | madrelingua ladina |

Tradizioni e folclore

La leggenda dei giganti Huno e Hauno

Il nome in tedesco della mwalmRocca dei Baranci, mwalqHaunold, deriva probabilmente dal cognome di un signore, certo Hunolt, proprietario dei boschi sotto la montagna. Esiste tuttavia una leggenda che fa risalire il mwalutoponimo alla lotta titanica fra giganti: Il gigante mwalyHauno era a capo di un'orda che devastò la Pusteria e, prima di andarsene a razziare altrove, lasciò un manipolo di truppe presso mwalcSillian a costruire il castello di mwalgHunnenfels (probabilmente l'attuale castello mwalkHeinfels). In soccorso dei pusteresi apparve dai boschi un gigante chiamato Huno, che si dichiarò pronto ad aiutare i valligiani ed a espugnare il castello. La guerra fu cruenta e si risolse in una lotta tra i due giganti, dalla quale uscì vincitore mwaloHuno. Egli si stabilì sotto la Rocca dei Baranci, costruendo il monastero di San Candido. Dopodiché il gigante fu ucciso dai valligiani con uno stratagemma a causa delle sue esose richieste di cibo.

Cultura

Istruzione

Biblioteca

La mwal8biblioteca comunalecite-ref-40[40] è intitolata a Peter Paul Rainer, nato a San Candido il 10 agosto mwamu1885 e morto il 2 marzo mwamy1938 a mwamcLiberec; fu un apprezzato scrittore di lingua tedesca.cite-ref-41[41]

Musei

Museo Dolomythos

All'interno del mwam8Museo Dolomythos si può ripercorrere la storia delle Dolomiti; infatti sono conservate nelle collezioni esposte resti di Rhyncosaurus, mwaneChirotherium e di altri dinosauri vissuti nel mwaniTriassico e resti di piante e di coralli appartenenti al mwanmGiurassico, tutti accompagnati da modelli e pannelli illustrativi; non mancano neanche modelli geologici e geografici, i quali ripercorrono l'intera storia delle mwanqDolomiti: da mwanubarriera corallina a mwanycatena montuosa.cite-ref-42[42]

Museo della Collegiata

Il mwan0museo della collegiata di San Candido ospita il tesoro del Duomo (mwan4Domschatz), i libri risalenti dal mwan8XV secolo al mwaoaXVIII secolo ed una grande raccolta di documenti e manoscritti, i quali fanno parte della biblioteca custodita del museo, una delle più importanti del Tirolo storicocite-ref-43[43]; nel Convento dei Francescani inoltre sono esposti numerosi reperti archeologici risalenti ai secoli dell'mwaouImpero romano ed una collezione di oggetti folkloristici.cite-ref-44[44]cite-ref-45[45]

Media

Televisione

A San Candido sono principalmente ambientate le prime cinque stagioni della serie televisiva mwapemwapiUn passo dal cielo.cite-ref-46[46]

Geografia antropica

Frazioni

Il comune di San Candido ha tre mwap8frazioni:cite-ref-47[47]

• mwaqyMonte San Candido (mwaqcInnichberg)
• mwaqkPrato alla Drava (mwaqoWinnebach)
• mwaqwVersciaco (mwaq0Vierschach)

Economia

Sul suo territorio ha sede la mwarySenfter, che, partita da semplice macelleria di paese, si è poi evoluta a partire dagli anni cinquanta come azienda produttrice di mwarcspeck, è diventata una holding con 1.800 dipendenticite-ref-48[48] e 650 milioni di euro di fatturato.cite-ref-49[49]

Lo stabilimento di imbottigliamento di mwaseacque minerali mwasiKaiserwasser tiene viva la gloriosa tradizione delle mwasmWildbad (fonti del bosco) di San Candido. Secondo la tradizione, l'imperatore mwasqFrancesco Giuseppe sarebbe stato solito recarsi in villeggiatura a San Candido per degustare l'acqua di queste fonti che è tuttora chiamata mwasuKaiserwasser, per l'appunto, acqua dell'imperatore. Secondo un'altra ricostruzione è stato invece l'imperatore mwasyCarlo I d'Austria, ultimo sul trono austriaco, ad avere una preferenza per l'acqua di San Candido.

Il paese, assieme al vicino paese di mwasgDobbiaco, è dotato di un'unica centrale di mwaskteleriscaldamento, alimentata dalla combustione degli scarti delle segherie, con grande vantaggio dal punto di vista ambientale.

Turismo

Nel primo dopoguerra inizia il turismo invernale legato alle piste di mwatcsci dei mwatgBaranci e del mwatkmonte Elmo e lo sci di fondo con piste per mwatoSesto, San Candido e mwatsDobbiaco, e da lì a mwatwCortina d'Ampezzo; poi ancora da mwat0Monguelfo lungo la mwat4valle di Casies e ancora da mwat8Valdaora fino ad mwauaAnterselva.

Il successivo sviluppo è stato prevalentemente mwauituristico, avallato dalla presenza di antiche locande e alberghi, fra cui spicca il mwaumGrauer Bär ("Orso Grigio") attestato dal mwauq1745 e risulta essere il primo mwauuGasthof (locanda) di San Candido.cite-ref-50[50]

D'estate, oltre che come punto di partenza per escursioni ai mwausTre Scarperi o alle mwauwTre Cime di Lavaredo, San Candido è diventata famosa per l'escursionismo in mwau0bicicletta, con la pista ciclabile per Lienz (mwau4ciclabile Dobbiaco - Lienz) che ha una discesa di 600 metri di dislivello, accessibile ai più, senza alcun particolare sforzo. La presenza della linea ferroviaria permette il ritorno in treno.

È inoltre possibile discendere sempre in bicicletta, ma in direzione opposta, la mwavaval Pusteria, attraverso la mwaveciclabile della Pusteria.

Recentemente il paese ha ricevuto nuova visibilità e incrementato la propria attrattività turistica grazie all'ambientazione della serie televisiva mwavmUn passo dal cielo, finanziata e sponsorizzata dalla "Business Location Südtirol" (BLS), una società della provincia di Bolzano.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1952 | 1956 | Walter Müller | | Sindaco | |
| 1956 | 1974 | Walter Wachtler | | Sindaco | |
| 1974 | 1985 | Franz Senfter | | Sindaco | |
| 1985 | 2010 | Josef Passler | SVP | Sindaco | [ 51 ] |
| 2010 | 2015 | Werner Tschurtschenthaler | SVP | Sindaco | [ 51 ] |
| 2015 | 2020 | Rosmarie Burgmann | Bürgerliste - Lista Civica | Sindaco | [ 51 ] |
| 2020 | 2025 | Klaus Rainer | SVP | Sindaco | [ 51 ] |
| 2025 | in carica | Klaus Rainer | SVP | Sindaco | [ 51 ] [ 52 ] |

Gemellaggi

Frisinga, dal 1969cite-ref-53[53]

Sport

San Candido è un paese ricco di strutture per lo sport invernale, ma anche per quello estivo. Caratteristica è la pista da sci "mwax8Baranci" che arriva fino al paese; nella sua frazione di Versciaco, arriva direttamente la cabinovia per le piste da sci del mwayamonte Elmo.cite-ref-54[54]

Fun bob

Durante l'estate la pista da sci viene sfruttata per installare un mwaycalpine coaster, un particolare tipo di scivolo, che è la prima pista da slittino estivo in mwaygAlto Adige.cite-ref-55[55]

Note

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Bibliografia

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• mwbog(DE) Egon Kühebacher, mwbokKirche und Museum des Stiftes Innichen. Bolzano, Athesia 1993. ISBN 978-88-7014-721-6
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• mwbpqTouring Club Italiano, mwbpuPiccole città, borghi e villaggi, Milano, 2006. ISBN 88-365-4145-3
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Voci correlate
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su San Candido

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su sancandido.eu.
• citereftreccani-itSan Candido, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Gerola, SAN CANDIDO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefsapere-itInnichen, su sapere.it, De Agostini.
• mwbrmSito turistico su San Candido, su sancandido.net.
• mwbruMuseo delle Dolomiti, su dolomythos.com.
• mwbrcStatuto comunale (PDF), su incomune.interno.it.